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La regione Medio Oriente-Nord Africa (M.O.N.A) è costituita da 16 Paesi che si estendono dalla Mauritania ad ovest fino all'Iran ad est, includendo Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, Israele, Libano, Siria, Giordania, Kuwait, Iraq. Secondo la suddivisione di Caritas Internationalis, fanno parte di questa regione anche la Somalia, Gibuti (il Corno d’Africa) e Cipro. Gli abitanti della regione sono 320 milioni, suddivisi in numerosi gruppi etnici, ma accomunati da una quasi totale appartenenza all'Islam, escluso Israele e le minoranze cristiane in Libano, Egitto e Iraq.

Questa Regione, crocevia di tre continenti – Africa, Asia, Europa – è una delle aree più complesse del pianeta:
  • è l'area di provenienza e di transito dei principali flussi migratori internazionali (dossier "Mari e muri. Infinite barriere mortali per i migranti" – giugno 2015);
       
  • detiene i due terzi delle riserve di idrocarburi, indispensabili al funzionamento dell'economia mondiale;
     
  • la sua posizione geografica di cerniera tra est e ovest e la sua ricchezza petrolifera la rendono vulnerabile per la volontà delle grandi potenze di controllare le sue risorse;
     
  • molti tra questi Paesi vivono situazioni di crisi socio-politica e in molti casi autentici conflitti che ostacolano il processo di pace e riconciliazione in tutta l'area; va ricordato il conflitto che dura da più di 60 anni tra Israele e Palestina e che proprio nel 2014 si è riacutizzato a Gaza, con 2.000 morti e migliaia di case distrutte;
     
  • dall'inizio del 2011 si assiste nel Nord Africa a una serie di cambiamenti noti come "primavera araba" partiti dalla Tunisia e allargatisi ad altri Paesi, in particolare Egitto, e in Libia. L'evoluzione di questo movimento, ricco di speranze e di timori, e ancora imprevedibile al suo nascere, ha assunto purtroppo il volto di una violenta disputa tra fazioni in Libia, tutt’altro che risolta alla fine del 2014;
     
  • In Medio Oriente la rivolta in Siria contra il presidente Assad (marzo 2011) è stata da subito caratterizzata da una violenza senza uguali. A dicembre 2014 si sono valutati 200.000 morti e 6-7 milioni di rifugiati.
     
  • Sempre il 2014 ha visto riaccendersi il dramma dell’Iraq, con parte del territorio sotto controllo delle milizie terroriste dell’Isis, con un volto nuovo della violenza: la persecuzione della minoranze religiose, in particolare dei cristiani. Un volto crudele, che deve interrogare la coscienza di tutti gli uomini.
Di fronte a questa tragica realtà la Caritas Italiana, in rete con le altre Caritas europee, ha dato e continua a dare il proprio contributo attraverso piccoli segni, espressione autentica per trasformare una condizione storica di odio e violenza in una civiltà fondata sul rispetto reciproco.

Le linee direttrici di Caritas Italiana cercano di rispondere alle diverse caratteristiche delle tre regioni dell'area: il Medio Oriente, il Nord Africa e il Corno d'Africa. Oltre alle inevitabili emergenze che nascono dal periodico riaccendersi dei conflitti mediorientali, un'attenzione particolare è data alle attività che si propongono di facilitare la pace, mentre nel Nord Africa le limitate possibilità di azione si concentrano sull'appoggio a molte Ong locali (scuole, sanità, agricoltura) e alla crescente assistenza agli emigranti sub-sahariani.

Nel Corno d'Africa l'attenzione è stata posta sulla grave siccità che ha colpito la regione nel 2011. Alla fine del 2014 la situazione climatica è migliorata, ma ci si deve sempre confrontare con l'obiettiva difficoltà di azione esistente in Somalia, Paese in preda all'anarchia dal 1992.

In Medio Oriente il numero dei cristiani è consistente, anche se in via di costante e preoccupante diminuzione, mentre nel Nord Africa e Corno d'Africa la Chiesa è numericamente esigua e quasi priva di cristiani autoctoni. L'azione della Caritas assume un significato concreto ed evangelico di grande importanza e in taluni casi è l'unico elemento di dialogo tra cristiani e musulmani.
  
Per ulteriori informazioni
Ufficio Medio Oriente e Nord Africa (Area Internazionale), mona@caritas.it

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