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Venerdì 7 Febbraio 2014
Sud Sudan sull'orlo della guerra civile   versione testuale
L'appello Caritas al dialogo e alla pace

Dopo soli 2 anni dalla sua indipendenza, il Sud Sudan è nuovamente sull’orlo di una guerra civile. Dopo gli scontri nella notte del 15 dicembre, nella capitale Juba, si sono sentiti risuonare colpi di armi da fuoco e bombe, e si sono verificati uccisioni indiscriminate di civili inermi in diversi quartieri della città.
 
Da  allora, in poco più di un mese, il conflitto ha raggiunto dimensioni catastrofiche. Agli inizi di febbraio si contano oltre 10.000 morti e circa 750.000 sfollati (ovvero il 10% dell’intera popolazione sud sudanese). Gli accordi di pace firmati ad Addis Abeba il 23 gennaio, tra Governo e ribelli, non sono riusciti a porre fine alle ostilità e si è costituito un movimento/esercito di resistenza, che punta al rovesciamento del Governo di Juba, accusato di essere autoritario e antidemocratico.
Dietro il confronto tra Governo e ribelli, emerge una lotta per il controllo del potere in uno Stato quanto mai ricco di risorse, dall’uranio, a terre fertili e ricche d’acqua, a grandi giacimenti di petrolio. I Vescovi sud sudanesi, insieme ai rappresentanti delle altre Chiese, hanno lanciato un forte appello alla pace: «Interpellati dal messaggio imperativo del Vangelo per la pace e la giustizia, chiediamo un’immediata e incondizionata cessazione delle ostilità in ogni parte del Paese: crediamo che il dialogo sia il migliore e l’unico giustificato mezzo per risolvere le controversie e le divisioni tra le parti. La violenza non è mai un’opzione».
All’inizio di gennaio viene pronunciato un appello alla pace da Papa Francesco, rivolto al Sud Sudan: «Abbandonate la via delle armi a uscite per incontrare l’altro con uno spirito di dialogo, perdono e riconciliazione, per ricostruire la Giustizia, la Fiducia e la Speranza attorno a voi». Nel frattempo però i combattimenti continuano, con un aumento preoccupante delle uccisioni su base etnica, in una spirale di violenza senza fine. E accanto al rumore delle armi, sempre più assordante, si sente oggi il grido della popolazione che chiede aiuto.
 
Caritas Italiana – che ha sempre rilanciato con forza gli appelli al dialogo - è impegnata insieme a Caritas Sud Sudan e alle altre Caritas presenti nel Paese nella risposta all’emergenza, offrendo sostegno ai profughi e agli sfollati e provvedendo a cibo, acqua e servizi essenziali.  Negli ultimi anni Caritas Italiana ha sostenuto in Sud Sudan anche progetti di sviluppo agricolo e sicurezza alimentare, promozione dei diritti, pace e riconciliazione, e progetti sanitari in diversi villaggi del Paese. 
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Per sostenere gli interventi in corso si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite C/C POSTALE N. 347013 specificando nella causale: “Sud Sudan”. Offerte sono possibili anche tramite altri canali.