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Giovedì 7 Giugno 2018
Le povertà in Europa e le emergenze umanitarie   versione testuale

L’Europa non termina alle frontiere dell’Unione Europea, ma comprende anche tutti quei Paesi che ancora non ne fanno parte – e che, proprio per questo, oggi corrono il rischio di essere dimenticati ed emarginati.
 
Ci sono, per iniziare, gli stati appartenenti all’ex Jugoslavia, tuttora in una condizione di grande instabilità, e nei quali purtroppo le situazioni di povertà e di esclusione sono in costante aumento, a causa della più generale crisi economica europea e dell’assenza di risposte adeguate delle istituzioni locali ed europee. Paesi quali l’Ucraina e la Turchia, nei quali le emergenze correnti vedono le Caritas locali fortemente impegnate nel tentativo di assistere le migliaia di profughi  e sfollati presenti nel paese. Infine l’area del Caucaso – Georgia ed Armenia – dove la gravità della situazione economica e la latente  tensione derivante dalla situazione politica e sociale, rendono necessari interventi a sostegno delle popolazioni locali. La rotta balcanica, spesso teatro di forti flussi migratori, sta registrando un forte aumento di famiglie e minori migranti, rifugiati e richiedenti asilo.
 
Caritas Italiana è impegnata in un complesso lavoro di accompagnamento delle Chiese Sorelle, con l’obiettivo di promuovere una loro attiva presenza nella società civile, aiutandola ad intravedere vie nuove capaci di esprimere la prossimità, nel tentativo di combattere le cause strutturali dell’esclusione e della povertà, in un’ottica di sinergia con gli altri attori sociali e istituzionali, integrando le iniziative a livello diocesano, nazionale e regionale (paesi limitrofi).
 
Un lavoro che si esprime attraverso anche il sostegno a progettualità che mirano a dare risposte specifiche ai bisogni delle fasce di popolazione più emarginate - disabili mentali e fisici, persone in situazione di grave vulnerabilità, migranti - e promuovere la democratica partecipazione dei cittadini alla costruzione del bene comune.
 
L’attività di Caritas Italiana si concentra prevalentemente nei seguenti ambiti prioritari.
La promozione dell’economia sociale  con l’implementazione del progetto regionale ELBA (Emergenza lavoro nei Balcani) che propone soluzioni economiche sostenibili, innovative e socialmente eque ai bisogni delle fasce vulnerabili della popolazione, attraverso lo sviluppo e la creazione di una rete di imprese sociali.  E’ un progetto avviato nel marzo 2015, ELBA si sta sviluppando in due fasi: la prima fase (2015-2016) con il cofinanziamento della Conferenza Episcopale Italiana; la seconda (2017-2018) attualmente in corso con il cofinanziamento del network di alcune Caritas europee (Caritas italiana, Spagna, Francia, Austria). ELBA si sviluppa in 8 Paesi del Sud Est Europa (Albania, Bosnia e Erzegovina, Bulgaria, Grecia, Kosovo, Macedonia, Montenegro, Serbia). Nato per rispondere alla crisi economica, il progetto dopo un intenso piano formativo, ha rafforzato l'attività di imprese sociali già esistenti e ha contribuito all’avvio di nuove imprese sociali e l’accompagnamento dei nuovi imprenditori. Il progetto proseguirà fino a dicembre 2018, con attività di formazione e sensibilizzazione del territorio, il monitoraggio delle imprese già finanziate, e con l’apertura di un nuovo bando per l’avvio di altre imprese sociali.
La promozione dei servizi di welfare, con particolare attenzione al disagio mentale e alla disabilità fisica, alternativi in comunità attraverso specifiche progettualità. In questo ambito è attivo dal 2016, per la durata di 4 anni un secondo progetto regionale, SOCIETIES (Support Of CSOs In Empowering Technical skills, Inclusion of people with disabilties and Eu standards in South east Europe - finanziato dall'Unione Europea a favore di 5 Paesi del Sud-Est Europa (Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Serbia), con il supporto di Italia e Bulgaria. Il programma vuole essere uno strumento di supporto regionale alle organizzazioni della società civile che si occupano di salute mentale, disabilità ed inclusione sociale anche attraverso attività di impresa sociale. Due gli obiettivi che si propone di raggiungere entro il 2019: (a) rafforzare le capacità delle organizzazioni della società civile nella promozione dell'inclusione sociale di persone con disabilità e disturbi mentali; (b) facilitare le capacità del terzo settore nella costruzione di un dialogo con le Autorità Pubbliche responsabili per l'inclusione sociale. Una delle attività previste consiste nel finanziamento di servizi sociali in comunità o esperienze di imprenditoria sociale gestite da organizzazioni della società civile che si occupano di disabilità e salute mentale.  Altri progetti sono al momento in corso nei singoli paesi, sempre rispondenti allo stesso obiettivo, in Montenegro, Macedonia,Kosovo, Serbia.
La risposta alle emergenze e prevenzione. Caritas italiana è attualmente impegnata a favore delle vittime della guerra civile che sta dilaniando l’Ucraina. Un conflitto costato la vita a più di 5.000 persone e che ha spinto finora 1,6 milioni di persone a lasciare la propria abitazione, di cui circa 600mila rifugiati al di fuori del Paese, la maggior parte dei quali in Russia. Una seconda emergenza,  quella dei profughi  in fuga dalla Siria, vede ancora fortemente impegnata Caritas Italiana, nel monitoraggio dei progetti avviati durante la crisi del 2016 in particolare in Grecia, Macedonia, Serbia e Turchia, quali il progetto Neos Kosmos in Grecia, il sostegno all’’appello di emergenza di Caritas Internationalis e il Progetto “Interventi Psico-sociali nei campi profughi” in Serbia;  il progetto  HUBilities - Centro Madre Teresa in Macedonia e il Progetto Emergenza rifugiati in Turchia. 
Sostegno alle Caritas locali con particolare attenzione negli ambiti in cui queste si trovano a operare:
- l’attenzione ai fenomeni di esclusione sociale (come nel caso della tutela dei diritti delle minoranze, degli anziani, o della promozione della salute mentale);
- l’educazione ai valori della pace e della riconciliazione;
- la tutela dei diritti umani (attraverso la riabilitazione e il reinserimento nella società delle vittime di violenza);
- la formazione di operatori sociali;
- il dialogo ecumenico.
 
Particolare attenzione è rivolta alla Grecia, nel quale Caritas italiana ha realizzato un progetto triennale di Gemellaggi Solidali tra diocesi, parrocchie, famiglie italiane e greche, in un contesto devastato dalla crisi e impoverito da rigide politiche di austerity che hanno contribuito ad aggravare pesantemente la drammatica situazione sociale. La Grecia infatti è sineddoche della crisi economica europea, che ha manifestato i suoi effetti più rilevanti nei Paesi dell’Europa orientale, andandosi a sommare alle difficili situazioni socio-economiche nazionali: fenomeni come povertà diffusa ed esclusione socio-lavorativa dei soggetti vulnerabili, negli ultimi anni si sono acuiti, raggiungendo tristi primati negativi.
 
Oltre a quelli già citati Caritas Italiana è attiva in Europa, anche nei seguenti Paesi: Armenia, Bulgaria, Georgia e Moldavia. Nostri operatori sono presenti direttamente in Bosnia ed Erzegovina, Serbia e Montenegro, affiancati dai volontari del Servizio civile all’estero e dei Corpi Civili di Pace che svolgono il loro anno di attività in Kosovo, Grecia, Serbia e Bosnia Erzegovina.
 
Microprogetti di sviluppo. Caritas Italiana  nel 2017 ha sostenuto in Europa 7 microprogetti, per un valore totale di € 29.800,00, di cui 1 in Albania, 2 in Bosnia Erzegovina, 2 in Serbia, 2 in Turchia nell’ambito sociale e della promozione socioeconomica.