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Emergenza rifugiati e migranti - Gemellaggi   versione testuale
Una sola famiglia umana: agiamo ora e cambiamo noi stessi attraverso l’incontro con l’altro
nel servizio alla carità
 
Il desiderio di esprimere la vicinanza e solidarietà alle molte comunità dell’Est Europa che sono coinvolte in questi mesi nell’accoglienza e assistenza delle migliaia di profughi che stanno transitando in questi Paesi, potrebbe acquisire più “qualità” attraverso una presenza “comunitaria”, organizzata di una diocesi o una comunità che desidera porsi a fianco di una realtà locale.
   
I gemellaggi tra le diocesi italiane e le diocesi di Grecia, Macedonia, Serbia, Croazia, Slovenia possono rappresentare un significativo strumento di condivisione, vissuta con le comunità gemellate nel servizio ai poveri; un segno di presenza accanto alle sofferenze dei fratelli, ma nello stesso tempo una testimonianza di comunione; può trasformare un semplice fatto di solidarietà in un avvenimento pastorale coinvolgente le comunità cristiane in un progetto pastorale unico, a testimonianza dell’universalità della Chiesa; un cammino comune nel quale esaltare i valori della relazione e quelli pedagogici dei fatti. 
   
L’elemento centrale sarà quello di agire educando a vedere, intervenire, coinvolgere, vicini nell’accoglienza di persone in fuga da guerre e fame; uno scambio di buone pratiche ma anche il vivere insieme esperienze di servizio, dove trasmettere e condividere i valori più autentici.
 
I gemellaggi prevedono attività di scambio pastorale-culturale, risposte solidali ai bisogni dei profughi, campi estivi di volontariato, ecc.