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Emergenza rifugiati e migranti - Rapporti solidali   versione testuale
Una sola famiglia umana: agiamo ora e cambiamo noi stessi attraverso l’incontro con l’altro nel servizio ai più poveri
Il desiderio di esprimere la propria vicinanza e solidarietà acquista una visibilità più tangibile attraverso la presenza fianco a fianco per un periodo di tempo medio-lungo. In questo modo si vuole esprimere un legame fraterno che interpella e spinge i singoli e le comunità ad essere là dove l’uomo è stato ferito con uno stile di accompagnamento e condivisione. Una testimonianza di Chiesa, per le nostre comunità di appartenenza e nelle comunità in loco con un arricchimento reciproco.
 
Possibili modalità di “Rapporto solidale”:
  • presenza a fianco delle comunità locali con operatori e volontari per aiutare le comunità ad ascoltare i bisogni e realizzare progetti concreti condivisi, sia di animazione pastorale sia di risposta a bisogni sociali;
  • organizzazione di momenti di preghiera e fraternità tra comunità, incontri di giovani, progetti di servizio civile, ecc.;
  • presenza nei periodi di Avvento, Quaresima, oppure durante l’estate;
  • appoggio a processi di promozione, formazione e rafforzamento delle Chiese locali;
  • sensibilizzazione delle nostre comunità diocesane alle situazioni di difficoltà dei fratelli, mediante un’informazione costante, comunicati stampa e aggiornamenti periodici, coinvolgimento di partner attivi sul territorio diocesano (enti locali, ecc.);
  • scambio di visite e/o accoglienza in diocesi per periodi più lunghi di operatori locali a scopo formativo e esperienziale.
 

Una proposta: campi estivi di lavoro in Serbia
  
La Serbia è uno dei Paesi più coinvolti e investiti dalla presenza di centinaia di migliaia di famiglie di migranti e rifugiati che da parecchi mesi attraversano la rotta che dalle zone di guerra, percorrendo il Sud-Est Europa, arriva fino a bussare alle porte dell’Unione Europea. Le realtà di Prescevo e Belgrado, entrambe nella diocesi di Belgrado, sono interessate da questa crisi umanitaria e stanno rispondendo con grande partecipazione.
 
I rifugiati entrano in Serbia dalla Macedonia, e vengono registrati al centro di ammissione di Prescevo, nel Sud del Paese, dove la Caritas locale distribuisce pacchi alimentari con pane fresco e dolci, tè e zuppa, scarpe e vestiti. A Prescevo inoltre viene fornito supporto medico e un servizio di lavanderia.
 
Numerosi migranti passano anche dalla città di Belgrado nel loro viaggio verso la Germania, l'Austria e le altre loro destinazioni. Alcuni trascorrono nella città solo qualche ora in attesa del mezzo di trasporto che li porti alla nuova destinazione di transito (Croazia o Ungheria), altri invece si fermano anche a pernottare a Belgrado nel campo di accoglienza nel quartiere di Krnjaca, mentre nella parrocchia della Beata Vergine Maria è disponibile una struttura Caritas per la distribuzione di cibi caldi.
 
La diocesi di Belgrado è attualmente interessata a uno scambio di esperienze con le diocesi italiane per un gemellaggio che si concretizza in due campi estivi e di lavoro a Prescevo e Belgrado.