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Lunedì 23 Giugno 2014
Alluvione Sardegna: bilancio e nuovi interventi Caritas   versione testuale
Lunedì 23 giugno 2014, nel Salone "San Tommaso d’Aquino" della parrocchia N.S. de La Salette a Olbia, si è svolta la conferenza stampa in cui la Delegazione regionale Caritas Sardegna e Caritas Italiana, hanno fatto il punto sulla mappatura dei bisogni e sulle risposte attivate finora nelle Diocesi colpite a favore delle popolazioni sarde alluvionate nel novembre dello scorso anno. 

«Come Chiesa sarda - ha sottolineato don Marco Lai, Delegato regionale Caritas Sardegna - abbiamo pensato fosse importante ritrovarci a Olbia, la città più colpita, per fare il punto sulla situazione, perché la trasparenza fa parte della Caritas, della Chiesa, sempre, e ancora di più in occasioni difficili come questa. Inoltre, vogliamo sostenere e  far sapere alle famiglie colpite che si sta continuando a fare tutto il possibile, come segno di prossimità, vicinanza, per promuovere percorsi di risalita nel tempo, secondo lo stile Caritas».

Mons. Sebastiano Sanguinetti, Vescovo di Tempio-Ampurias, ha ricordato che ciò che ha caratterizzato questa emergenza è stata una grande solidarietà tra le Chiese diocesane colpite. Inoltre, è stata importante la funzione della Chiesa come mediatrice: «I veri eroi sono coloro che hanno avuto fiducia nella Chiesa, che hanno donato una piccola offerta da mettere a disposizione di chi ha subito danni: il poco che la gente aveva lo ha messo a disposizione per gli altri, e ha reso possibile il nostro lavoro, ma non possiamo sostituirci allo Stato. Aspettiamo ancora l’intervento delle istituzioni, Stato e Regione, affinché diano quello che hanno promesso, secondo le necessità». Un impegno che continuerà nel tempo: «Sappiamo - ha detto il Vescovo -  che in queste situazioni il lavoro vero è quello successivo, della ricostruzione, accompagnare le comunità, imprese e famiglie al ritorno a una vita normale». E ancora, mons. Sanguinetti ha sottolineato:«I fondi raccolti sono stati completamente messi a disposizione per gli alluvionati. Certo, le cifre messe in campo sono irrisorie rispetto alle necessità reali».  Solo ad Olbia, ha ricordato il Vescovo, 1.500 case colpite, danni alle abitazioni tra i 50-70 mila euro, senza parlare delle imprese artigiane, negozi, infrastrutture. 

Le cifre in entrata e in uscita sono state fornite da don Andrea La Regina, responsabile ufficio macro-progetti di Caritas Italiana. La colletta complessiva della Chiesa è di 1.900.000 euro (a cui ammontano le offerte giunte dalle diocesi a Caritas Italiana e Caritas Sardegna); colletta  che arriva a 2.900.000 con il milione stanziato subito dalla CEI (attraverso fondi 8 per mille). Per quanto riguarda le cifre in uscita, 155.000 euro per interventi di emergenza e primo aiuto (attraverso la Caritas Sardegna); 2.100.000 per interventi a sostegno di famiglie e piccole imprese, di cui 1.300.000 già approvati e finanziati per le diocesi di Tempio-Ampurias, Nuoro e Ales-Terralba. Inoltre, 500.000 già finalizzati al microcredito, 25mila per attrezzature varie. Le risorse rimanenti (oltre 100mila euro) saranno usate per progettualità sociali (per fasce deboli) o per incrementare il fondo per il microcredito. 

«Caritas  - ha spiegato don Andrea La Regina - si muove secondo il criterio di ispirazione evangelica. La solidarietà degli italiani è quella di chi vuole essere prossimo, vicino, in un criterio di dono; questo incontro nasce come volontà di restituzione a tutti i cittadini che hanno dato la loro offerta». Inoltre, «Le istituzioni devono fare la loro parte, occorre riscoprirsi come comunità coese, capaci di farsi carico dei bisognosi».