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Venerdì 6 Maggio 2016
Friuli, a quarant'anni dal terremoto. L'esperienza dei gemellaggi.   versione testuale

 
Quarant’anni fa un fortissimo terremoto devastò il Friuli. Morirono quasi mille persone e ci furono oltre centomila sfollati, ma sin dalle prime ore dopo il sisma, scattò la mobilitazione collettiva della Chiesa italiana: coinvolte 81 diocesi, coordinate da Caritas Italiana.
 
Fu l’inizio dell’esperienza dei gemellaggi, tra le diocesi italiane e le parrocchie terremotate, come strumento di solidarietà, prossimità ed accompagnamento verso le comunità colpite, in modo da assicurare sostegno morale ed economico per tutto il tempo dell’emergenza, della ricostruzione e della successiva prevenzione.
 
Furono 81 le Diocesi che avviarono gemellaggi mantenendo un legame attivo per almeno cinque anni con altrettante parrocchie terremotate, grazie anche agli oltre 16 mila volontari che si alternarono nelle zone colpite. Si realizzarono 67 Centri di comunità, luoghi di incontro e di aggregazione di tutta la comunità e centri promotori di momenti e attività sociali, culturali, religiose e ricreative. Il metodo dei gemellaggi fu un’architrave dell’opera di aiuto. E divenne elemento portante dell’azione Caritas in occasione di tutte le successive emergenze, nazionali e internazionali. 

Per questo anniversario, alle ore 17 di giovedì 5 maggio si è svolta una solenne celebrazione liturgica nel Duomo di Gemona, arcidiocesi di Udine. Venerdì 6 maggio, alle ore 20.30 nella Chiesa di San Michele in Vito d’Asio, diocesi di Concordia-Pordenone, sarà celebrata la Santa Messa in ricordo e suffragio di tutte le vittime del sisma.