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Lunedì 11 Luglio 2016
Il Sud Sudan compie 5 anni, ma ripiomba nella guerra civile. Un Dossier di Caritas Italiana   versione testuale


Il 9 luglio 2016 il Sud Sudan, il Paese più giovane del mondo, ha celebrato i 5 anni dalla sua nascita con il tragico primato dell’aver vissuto nell’ultimo anno e mezzo la più cruenta guerra civile del continente africano: 50.000 morti, oltre 2 milioni di sfollati e profughi, intere città date alle fiamme,  stupri di massa e brutalità di ogni genere contro i civili, arruolamento diffuso di bambini soldato. Una guerra che lascia segni profondi in una popolazione già poverissima all’indomani dell’indipendenza.

Dopo i recenti accordi di pace e la formazione di un governo di unità nazionale, i Vescovi del Sud Sudan avevano lanciato un messaggio di speranza e incoraggiamento per il futuro (leggi il Messaggio dei Vescovi). Purtroppo nuovi violenti scontri a Juba hanno invece causato in questi giorni centinaia di morti e migliaia di sfollati. Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha chiesto l'aiuto dei Paesi africani per mettere fine agli scontri armati.
 
Caritas Italiana, impegnata da più di trent’anni in Sudan e in Sud Sudan, fa eco al messaggio dei Vescovi sudsudanesi con il Dossier “2016: un nuovo inizio?” (vai al Dossier) dove si ripercorrono le tappe più importanti di questo martoriato paese e si offre uno spaccato della situazione socio-economica, delle dinamiche alla base del recente conflitto, delle principali questioni aperte, con uno sguardo anche al Sudan.  
 
Caritas sud Sudan è impegnata sin dall inizio della crisi nell assistenza degli sfollati raggiungendo circa 17.000 persone. I principali interventi sono: fornitura di ripari di urgenza, cibo e beni di prima necessità, assistenza sanitaria,  riabilitazione di sistemi per la fornitura di acqua, fornitura di mezzi per  attività agricole.
A seguito dei più recenti scontri nella zona di Wau Caritas sta assistendo  ulteriori 10.000 sfollati degli oltre 40.000 presenti.
 

Nel 2016 si sono intensificati gli interventi in risposta all’emergenza legata al conflitto grazie al contributo della Conferenza episcopale italiana con fondi dell’8x1000.
 
In Sudan e Sud Sudan complessivamente dal 2011 al 2016 sono stati impiegati circa 2,5 milioni di euro provenienti principalmente da donazioni private e collette in ambito parrocchiale e diocesano (vedi scheda Sudan e Sud Sudan)