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Martedì 15 Novembre 2016
Seminario nazionale su un'Europa "no exit"   versione testuale

All'indomani del Giubileo dei senza dimora che si inaugura oggi, Caritas Italiana ha promosso a Roma, lunedì e martedì 14 e 15 novembre, il Seminario “Per un’Europa no exit”, durante il quale gli oltre 200 partecipanti si sono confrontati sull’inclusione sociale dei poveri in Europa a partire dalle sfide più delicate che stiamo vivendo in un contesto mondiale sempre più orientato ad alzare muri, ad escludere, a contrapporre interessi particolari.

“Cosa succede al mondo di oggi – ci siamo chiesti con papa Francesco - che, quando avviene la bancarotta di una banca, immediatamente appaiono somme scandalose per salvarla, ma quando avviene questa bancarotta dell’umanità non c’è quasi una millesima parte per salvare quei fratelli che soffrono tanto?”. E ancora: l’Europa che sembra sgretolarsi di fronte alla questione dei migranti e ad un euroscetticismo dilagante ha ancora un’anima e dei valori da proporre a quasi 60 anni dai suoi Trattati costitutivi?

Lunedì 14 novembre, dopo il saluto di don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana, ha aperto i lavori S.Em. il Cardinale Francesco Montenegro (.pdf), Arcivescovo di Agrigento e Presidente di Caritas Italiana. A seguire gli interventi di S.E. Mons. Luc Van Looy, Presidente di Caritas Europa, e di Enzo Moavero Milanesi, Direttore della School of Law dell’Università LUISS Guido Carli di Roma. I lavori sono poi proseguiti, coordinati dal vicedirettore di Caritas Italiana Paolo Beccegato, con interventi su "La strategia Europa 2020: lo stato dell’arte" di Laura Stopponi, resp. ufficio Europa Caritas Italiana, "I poveri nelle politiche europee: la posizione di Caritas Europa" di  Silvia Sinibaldi, Humanitarian Director Caritas Europa, "L’impegno italiano per lo sviluppo" di Massimo Pallottino, resp. ufficio Asia Oceania, Caritas Italiana, "Le politiche europee in rapporto a quelle internazionali" di Michel Roy, segretario generale Caritas Internationalis.
 
In serata, con il coordinamento di Ferruccio Ferrante, resp. ufficio Comunicazione Caritas Italiana si è parlato di comunicazione in Europa, con un intervento di Silvia Sinibaldi, di Caritas Europa, testimonianze e presentazione di video.
 
Martedì 15 novembre si è parlato di politiche sociali e di migrazioni.Coordinati da Francesco Marsico, resp. Area nazionale di Caritas Italiana, sono intervenuti: Walter Nanni, responsabile Ufficio Studi di Caritas Italiana su "Il SIA in Italia: attuazione e valutazione" e il sociologo Guillermo Fernandez Maillo su "Sistemi avanzati di protezione sociale: l'esperienza di Caritas Spagna" (.pdf).
Sul tema della mobilità delle persone, coordinati da Manuela De Marco, dell'Ufficio Immigrazione di Caritas Italiana,ci sono stati gli interventi "Europa e Immigrazione: tra flussi e politiche populiste"  di Oliviero Forti – resp. ufficio Immigrazione Caritas Italiana, "Tra muri ed emergenze: quale futuro per i diritti umani in Europa?" di Sara Prestianni – ARCI Nazionale, "Oltre la ricerca e il salvataggio in mare" di Regina Catrambone – Moas, "I corridoi umanitari: una sfida possibile" di Daniela Pompei – Comunità Sant’Egidio
Le conclusioni del seminario sono state affidate a don Francesco Soddu, Direttore Caritas Italiana, che ha sottolineato come "in un mondo attraversato da tensioni e conflitti, l’Europa ha un ruolo fondamentale nel promuovere una pace globale sostenibile: è la sua stessa storia che sottolinea la necessità di una iniziativa comune in cui le persone e i popoli mettono in comune le loro speranze per un mondo senza guerre". Don Soddu ha inoltre specificato una serie di raccomandazioni all’Italia e all’Europa per i migranti e la lotta alla povertà.

In occasione del Seminario è stato anche presentato il 20° Dossier di approfondimento di Caritas Italiana (vai alla sezione dedicata), dal titolo "Generatori di risorse. L’economia Sociale: un approccio per un nuovo welfare": una riflessione sull’impatto della crisi economia e finanziaria sui sistemi tradizionali di welfare europei. La consapevolezza che le risposte classiche si sono rilevate inefficaci ci spingono a cercare con un nuovo sforzo “generativo” esperienze di welfare che hanno funzionato nonostante la crisi. L’economia sociale è una di queste. Risposte in cui vengono rimesse al centro le persone, anche quelle più vulnerabili. Persone intese sia come individui, ognuno con le proprie capacità e i propri limiti, sia come membri di una comunità, con cui ciascuna persona costruisce e coltiva le proprie relazioni.