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Lunedì 6 Novembre 2017
Dipendenze: conoscere e fare rete per scegliere con responsabilità   versione testuale
Nell’attuale contesto, l’esperienza delle Caritas attraverso una costante presenza sul territorio, sia nei luoghi di ascolto e solidarietà nei quartieri a rischio, ma anche nelle zone e nei territori insospettabili evidenzia  fenomeni di dipendenza nascosti dietro le pieghe di un vissuto quotidiano, che si manifestano in forme di autodistruzione: droga, alcool, gioco d’azzardo, shopping compulsivo, dipendenza patologica da lavoro, cyberdipendenza,…
Una pluralità diversificata di dipendenze, anche multidimensionali, presenti in persone nelle quali contemporaneamente si verifica la mancata risposta a più bisogni: da quelli primari come lavoro, denaro, istruzione, salute, diritti, a possibilità di relazioni, a capacità di cogliere il senso della vita. Sono fenomeni in aumento che investono sempre più giovani e giovanissimi: bambini, preadolescenti e adolescenti. 
In particolare per quanto riguarda le dipendenze da sostanze, in primis alcol e droghe, il panorama resta ancora estremamente complesso, in continua  evoluzione e coinvolge ampiamente il mondo giovanile con un crescente rischio per la salute del singolo e per la sicurezza sociale (incidenti stradali, violenze, ecc.)
Inoltre, un nuovo fenomeno in espansione è rappresentato dalla poliassunzione, cioè l'uso combinato di più sostanze  psicotrope- cannabinoidi, alcool, cocaina, psicofarmaci - spesso nell’ambito di contesti ludico-ricreativi, come ad es. discoteche.
In questo contesto è fondamentale agire preventivamente con una adeguata informazione e a livello educativo ribadire l’importanza del fare rete tra famiglie-scuola-territorio in un impasto di relazioni, affettività, responsabilità educativa,  testimonianza, affinché ogni ragazzo possa scegliere liberamente come impostare il proprio progetto di vita. Per questo Caritas Italiana e Miur propongono il concorso "Liberi da..., liberi di..." (vai alla sezione).
 
Sono 2.293.778 gli adolescenti dai 14 ai 17 anni che vivono in Italia (dati Rapporto CRC 2016) , di questi 186.450 sono stranieri. Trascorrono le loro giornate con il telefonino in mano (il 92,6 %); fanno uso di alcol, tabacco e cannabis ( 63,4%), conoscono il sexting, l’11,5% di loro gioca d’azzardo on line e oltre il 50% ha subito azioni di bullismo e/o cyberbullimo; 7.000 di loro vivono in comunità, con molte incertezze sul loro futuro dopo il compimento del 18esimo anno. Studiano, ma molti di loro abbandonano dopo la scuola dell’obbligo, soprattutto gli alunni disabili. Il 2,2%, infatti entra, suo malgrado, a far parte della categoria dei “NEET” (not in education, employment or training), ovvero quei giovani che non studiano e non lavorano,  e non sono inseriti in un percorso di formazione. L’Istat ne ha contati addirittura 2 milioni nel 2014, circa il 24% dei giovani tra i 15 e i 29 anni. Certo è che l’Italia è anche tra i paesi europei con il più alto tasso di dispersione scolastica: il 15% dei ragazzi tra 18 e 24 anni ha conseguito al massimo il titolo di scuola media.  Nel 2015, l’8,4% degli adolescenti tra i 14 e i 17 anni ha partecipato ad associazioni culturali, ricreative o di altro tipo; e il 9,7% ha svolto attività gratuite in associazioni di volontariato (nel 2014 erano l’8,6%).
La politiche per l’adolescenza vivono, tra le altre cose, in un limbo trovandosi anche a cavallo tra quelle dedicate all’infanzia e quelle rivolte ai giovani. Solo per fare un esempio non esistono linee guida sul passaggio dal pediatra di famiglia al medico di medicina generale. Vengono affidate alla “ragionevolezza” di chi si incontra.
Ragionare sulle politiche per gli adolescenti, considerandole come parte delle politiche rivolte in senso più ampio ai giovani, è importante anche perché è in corso a livello europeo un tentativo di profondo rinnovamento, che mira a promuovere iniziative che mettano definitivamente da parte la visione dei giovani come problema, riconoscendoli pienamente come   risorsa, da  rilanciare mediante politiche di empowerment. Occorre, inoltre, investire e progettare per garantire un supporto alle famiglie, rinforzando le competenze genitoriali, così come ben evidenziato nel IV Piano Nazionale d’azione per l’Infanzia.
Sempre più prioritari sono interventi educativi qualificati, che coinvolgano sinergicamente e congiuntamente gli attori del cosiddetto “quadrilatero formativo” (famiglia, scuola, istituzioni, Terzo Settore) e, allo stesso tempo, attivino le risorse dei ragazzi e delle ragazze e ne valorizzino il protagonismo. Investire adeguatamente significa permettere agli adolescenti di progettare percorsi di vita, rafforzati da un forte senso di appartenenza e di cittadinanza, e di vivere fuori dalla marginalità, come protagonisti reali – e non virtuali – del tessuto sociale.

 

I racconti e le proposte dei cristiani impegnati nell’accoglienza delle persone con problemi di dipendenza sono inoltre oggetto di un Tavolo di lavoro promosso da Caritas Italiana, Associazione Papa Giovanni XXIII, Comunità Casa dei Giovani, Comunità Emmanuel, Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (Cnca), Federazione Italiana Comunità Terapeutiche (Fict), Federazione Scs/Cnos-Salesiani per il sociale e Fondazione Exodus. Il Tavolo si riunisce periodicamente e nel primo Seminario nazionale che si è tenuto a Roma, giovedì 25 giugno 2015 sono emerse proposte sulle nuove sfide generate dai cambiamenti sociali e dalla crisi del welfare (vedi comunicato e manifesto).
Inoltre Caritas Italiana, per favorire uno sguardo globale e consentire la conoscenza del fenomeno e delle cause del narcotraffico, ha messo a punto un Dossier con dati e testimonianze sui temi della produzione, commercio e consumo di droghe. Attraverso un focus sulla situazione dell’Argentina, il Rapporto evidenzia in particolare i danni e le gravi ricadute sulla qualità di vita e il coinvolgimento sempre più ampio di giovani e giovanissimi.
Di seguito segnaliamo siti dedicati a questi temi, ricchi di materiali e iniziative.
 
In questi anni la missione dell’Osservatorio è stata quella di promuovere le ricerche in un ottica di integrazione interdisciplinare finalizzata ad una visione globale del fenomeno. Partendo da un approccio bio-psico-sociale delle problematiche alcolcorrelate, l’osservatorio ha voluto integrare ed allargare la dimensione "sanitaria" del problema approfondendo, all’interno del pianeta alcool, gli aspetti psicosociali ed antropologico-culturali dei comportamenti individuali e collettivi, nonché gli aspetti economici e politico-legislativi. Nel sito dell’Osservatorio sono presenti dati statistici sul consumo di alcol, riferimenti legislativi, attività e azioni pilota. Inoltre, è possibile scaricare (previa registrazione) i Quaderni di Ricerca sin qui prodotti dall’Osservatorio.
<Osservatorio su fumo, alcol e droga (OssFadvai al sito)

 

L'OssFad è l'organo ufficiale dell'Istituto Superiore di Sanità che informa e forma in materia di tabagismo, alcolismo e tossicodipendenze. L'OssFad si rivolge sia agli operatori sanitari nell'ambito delle dipendenze, che cercano strumenti utili per lo svolgimento della propria attività, sia ai cittadini. Uno degli obiettivi prioritari è, infatti, quello di informare la popolazione allo scopo di prevenire alcune malattie legate all'adozione di stili di vita non corretti. Anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità si prefigge il raggiungimento di una significativa diminuzione degli effetti negativi della dipendenza da sostanze come tabacco, alcol e droghe. L'OssFad, quindi, si propone di monitorare il fenomeno delle dipendenze e di proporre iniziative e strumenti formativi e informativi utili alla prevenzione. Il sito dell’Osservatorio contiene news, appuntamenti, aggiornamenti giuridici, statistiche e pubblicazioni su tre aree tematiche: fumo, alcol e droga.

 

 

Patologie compulsive (S.I.I.Pa.C. vai al sito)

La Società Italiana di Intervento sulle Patologie Compulsive (S.I.I.Pa.C.), nata ufficialmente nel 1999, è stata la prima struttura in Italia a porsi l’obiettivo di studiare ed approfondire il fenomeno del Gioco d’Azzardo Patologico, al fine di offrire un efficace programma d’intervento non solo a chi ne era colpito ma anche ai familiari. Un lavoro che si è esteso, poi, allo studio ed alla cura di tutte le altre forme di “Nuove Dipendenze”. Il link con il sito ufficiale della Siipac consente di ottenere informazioni su studi, convegni, novità legislative, pubblicazioni sul tema, ecc.