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Venerdì 22 Dicembre 2017
Dalle carceri libiche arrivate in Italia 162 persone tra le più vulnerabili. Ad accoglierli anche il card. Bassetti   versione testuale

In considerazione della difficile situazione nella quale versano migliaia di migranti nei centri di detenzione in Libia, la Chiesa Italiana ha ritenuto urgente intervenire per favorire l’ingresso in Italia di persone particolarmente vulnerabili e garantire loro assistenza e protezione.
Nel quadro degli accordi tra Governo Italiano e Conferenza Episcopale Italiana, volti all’apertura di canali sicuri e legali di ingresso in Italia,  dalla Libia sono arrivati  nella base militare di Pratica di Mare 162 persone, selezionate dall'UNHCR.
Ad attenderli c'erano il ministro dell’Interno Marco Minniti e il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, card. Gualtiero Bassetti, insieme agli operatori di Caritas Italiana che hanno individuato le disponibilità all’accoglienza sui territori nell’ambito del circuito di accoglienza istituzionale, cioè Centri di Accoglienza Straordinaria e Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR). La Caritas di Roma ha messo a disposizione generi di prima necessità.
Nello specifico sono 16 le diocesi coinvolte che accolgono 120 di questi rifugiati: Arezzo, Benevento, Bergamo, Biella, Ferrara, Firenze, Genova, Milano, Reggio Calabria, Savona, Teggiano Policastro, Teramo, Termoli, Treviso, Varese, Ventimiglia Sanremo.
"La nostra casa è la loro casa" ha sottolineato il card. Bassetti che ha voluto essere presente personalmente proprio a sottolineare il costante impegno della Chiesa italiana, particolarmente attiva proprio sul fronte di canali sicuri di ingresso. Come ha indicato papa Francesco, tra le quattro azioni necessarie nei confronti dei migranti, accogliere, proteggere, promuovere e integrare (Messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2018), «“Accogliere” richiama l’esigenza di ampliare le possibilità di ingresso legale, di non respingere profughi e migranti verso luoghi dove li aspettano persecuzioni e violenze, e di bilanciare la preoccupazione per la sicurezza nazionale con la tutela dei diritti umani fondamentali» (Messaggio per la 51a Giornata Mondiale della Pace).