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Giovedì 28 Dicembre 2017
2017: un anno di Caritas per costruire comunità   versione testuale

L’anno che sta terminando è stato contraddistinto ancora una volta per Caritas Italiana e la Caritas diocesane d’Italia da un impegno su più fronti, sia nazionali che internazionali. Bussola di questo impegno è stato lo “sviluppo umano integrale”, tema al centro del 39° Convegno nazionale delle Caritas diocesane, che si è svolto dal 27 al 30 marzo a Castellaneta Marina (TA). Il Convegno ha proposto una riflessione sui temi dello sviluppo, nelle dimensioni della pastorale, della cultura e dell’operatività concreta, a livello nazionale, europeo e internazionale per illuminare il cammino futuro, proprio alla luce delle tematiche e degli orientamenti legati al Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale istituito da Papa Francesco

Non a caso in quest’anno - che ha visto la riconferma del mandato, per altri 5 anni, del direttore don Francesco Soddu – c’è stato il varo del Piano strategico 2018-2022 come esito di un lungo e partecipato percorso teso anche a valorizzare quanto già recepito nel Piano Integrato di Formazione (PIF). Una sfida per un cambiamento che va alimentato con la cultura, la spiritualità e l’educazione, affinché possa raggiungere sempre più persone. 

In Italia l’azione di Caritas Italiana è proseguita a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto del 2016, la cui condizione si è aggravata ad inizio anno a causa del freddo e della neve, che ha avuto come conseguenze anche la tragedia di Rigopiano. Grazie alla colletta nazionale e a numerosissime altre donazioni, sono pervenuti a Caritas Italiana oltre 26 milioni di euro, incluso 1 milione messo subito a disposizione dalla CEI. Secondo una consolidata esperienza, sono stati promossi gemellaggi tra località terremotate e delegazioni regionali Caritas. Contemporaneamente, Caritas Italiana si è attivata nella costruzione di luoghi polifunzionali, pensati per rendere possibili le attività religiose, culturali e aggregative delle comunità. In un anno, sono state realizzate o progettate in tutte le diocesi terremotate diverse tipologie di centri di comunità: container assemblati, prefabbricati metallici, strutture con fondamenta, in muratura, acciaio o legno. Due nuovi fronti di impegno nazionale si sono poi aperti con il terremoto che ha colpito l’isola di Ischia il 21 agosto 2017 e l’alluvione che il 9 e 10 settembre ha messo in ginocchio la città di Livorno.

Sul versante dei diritti e dell’attenzione ai poveri, nell’anno in cui si è celebrata anche la prima Giornata mondiale dei Poveri voluta da papa Francesco (19 novembre 2017), Caritas Italiana ha continuato ad operare insieme all’Alleanza contro la povertà per l’attuazione del Reddito di Inclusione, che si è concretizzato prima attraverso la cosiddetta “misura ponte” del Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA), e poi l’approvazione dello stesso REI, che entrerà ufficialmente in vigore il prossimo 1 gennaio. «Sono in tanti coloro che non riescono oggi ad avere il necessario per vivere - ha ricordato il Presidente di Caritas Italiana, card. Francesco Montenegro, in occasione della Giornata di lotta contro la povertà del 17 ottobre - e questa platea di persone va considerata nella sua universalità. Richiede la giusta attenzione. Subito, sin da oggi. Non è altro che un discorso di equità e giustizia». Temi approfonditi prima nel Rapporto 2017 sulle politiche contro la povertà in Italia “Per uscire tutti dalla crisi” e poi il 17 novembre in occasione della presentazione congiunta del Rapporto “Futuro anteriore”, su povertà giovanili ed esclusione sociale in Italia, e dei Rapporti povertà di Malta e Portogallo, con anticipazioni del Rapporto “Cares” 2018 di Caritas Europa.

Altro ambito che ha visto un impegno molto forte da parte di Caritas Italiana e della Caritas diocesane è quello dei migranti con una ricaduta in ambito europeo ed internazionale e con un’azione anche informativa, segnata tra l’altro dall’inaugurazione del portale Caritasinmigration.it, dalla pubblicazione del XXVI Rapporto immigrazione Caritas-Migrantes e del 4° rapporto sulla Protezione internazionale. Tra i passaggi più significativi la firma il 12 gennaio 2017 del Protocollo di intesa tra Ministero dell’Interno, Conferenza Episcopale Italiana - che agisce attraverso la Caritas Italiana e la Fondazione Migrantes e la Comunità di Sant’Egidio per l’apertura di nuovi corridoi umanitari che stanno consentendo l’arrivo in Italia, di 500 profughi, fuggiti dai loro Paesi per i conflitti in corso. Lo scorso 30 novembre sono arrivate le prime 25 persone dall’Etiopia, tra cui due famiglie accolte dalle diocesi nell’ambito del progetto “Protetto. Rifugiato a casa mia”. A marzo invece , dal campo profughi di Za’atari in Giordania, erano arrivate due famiglie siriane grazie alla prima operazione di reinsediamento per persone che necessitano di cure specialistiche voluta e finanziata dalla Conferenza Episcopale Italiana con i fondi 8x1000, a cui prende parte Caritas Italiana, nell’ambito del programma di resettlement gestito dal Ministero dell’Interno e grazie alla disponibilità delle diocesi. Infine lo scorso 22 dicembre, nel quadro degli accordi tra Governo Italiano e Conferenza Episcopale Italiana, volti all’apertura di canali sicuri e legali di ingresso in Italia,  dalla Libia sono arrivati  nella base militare di Pratica di Mare 162 persone, selezionate dall'UNHCR e trasferite in 16 diocesi nell’ambito del circuito di accoglienza istituzionale.

Nel 2017 sono inoltre entrate nel vivo due iniziative: “Liberi di partire, liberi di restare” voluta dalla Conferenza episcopale italiana, e la campagna promossa da Caritas Internationalis, Share the journey (Condividiamo il viaggio), lanciata il 27 settembre da papa Francesco in piazza San Pietro. Di fronte a muri ed egoismi, allo strapotere di economia e mercati, Caritas ha comunque continuato ad operare in difesa della dignità del lavoro - che è  stato al centro  della Settimana Sociale dei Cattolici a Cagliari dal 26 al 29 ottobre 2017. Con un’attenzione particolare ai giovani, a cui è dedicato il Sinodo dei Vescovi di ottobre 2018, della qualità della vita sulla terra, della salvaguardia dei beni comuni, nella consapevolezza che non può esserci vero sviluppo senza inclusione e coesione sociale, dunque senza giustizia e solidarietà. Il 15 dicembre, nella data che ricorda i 45 anni dall'entrata in vigore della prima legge sull'obiezione di coscienza al servizio militare (n. 772/72), si è svolto il Convegno "40 anni di Servizio Civile in Caritas. Tra memoria e prospettive", per celebrare l'avvio  dell'esperienza del servizio civile in Caritas Italiana. La convenzione con il Ministero della Difesa  fu infatti firmata il 10 giugno 1977, con l'avvio dei primi due obiettori di coscienza il successivo 15 settembre. Da allora sono stati quasi 100.000 i giovani obiettori in servizio civile nelle Caritas  diocesane, cui si aggiungono dal 2001 oltre 10.000 ragazzi e ragazze del nuovo servizio civile nazionale. E proprio nel corso del 2017 hanno terminato i 12 mesi di servizio civile oltre 900 giovani in 89 Caritas diocesane, lasciando il posto ad altri 1124 giovani che lo hanno iniziato in 101 Caritas.

Nel 2017 ci ha lasciato il card. Attilio Nicora, che dal 1990 al 1992 ha ricoperto anche l'incarico di Presidente della Commissione episcopale per il servizio della carità e di Presidente di Caritas italiana. Attraverso due audiolibri abbiamo voluto poi ricordare don Carlo Gnocchi e la fondatrice delle piccole sorelle di Gesù, Magdeleine Hutin,  e inoltre è stata rilanciata la terza annualità delle borse di studio dedicate a mons. Giovanni Nervo e mons. Giuseppe Pasini. È stato poi rinnovato il Protocollo triennale d’intesa con il MIUR “Educare alla pace, alla mondialità, al dialogo, alla legalità e alla corresponsabilità attraverso lo valorizzazione del volontariato e della solidarietà sociale", nel cui ambito è stato indetto un concorso dedicato alle scuole sul tema delle dipendenze.

Sul versante europeo ed internazionale è proseguita la pubblicazione di 10 nuovi “Dossier con dati e testimonianze” (DDT), che ha approfondito di volta volta temi e problemi a partire dalle situazioni di specifici Paesi del mondo.
Ricordiamo il costante impegno in risposta a guerra in Siria, i microprogetti di sviluppo,  la partecipazione alla prima sperimentazione di corpi civile di pace, la partecipazione al secondo incontro dei Vescovi presidenti delle conferenze episcopali africane tenutosi a Dakar dal 20 al 22 settembre 2017 (vedi la dichiarazione finale).
Non è mancato l’impegno di Caritas Italiana, insieme alle Caritas della rete internazionale, per affrontare le emergenze, a partire dalla cronica carestia in Africa, le inondazioni in Perù e le esondazioni in Colombia ad aprile, il terremoto nel Mar Egeo a luglio, le alluvioni in Sierra Leone ad agosto, il terremoto in Messico e l’uragano Irma in centro America a settembre, il terremoto in Iraq e Iran a novembre e la recente tempesta tropicale che ha colpito le Filippine.
Abbiamo così provato a riassumere un impegno lungo un anno in cui Caritas ha cercato di dare concretezza all’invito di papa Francesco nel messaggio per la Giornata mondiale dei Poveri: «non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità» (1 Gv 3,18).