Caritas
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Programma di salute mentale (2006-2009)

Caritas Italiana e Caritas Serbia e Montenegro, basandosi sulla pluriennale esperienza nel settore della salute mentale nel territorio serbo-montenegrino, oltre che sulla lunga conoscenza e collaborazione reciproca, rinnovano e rinforzano la loro collaborazione sulle attività progettuali su questo tema, individuando linee di azione e priorità per il periodo 2006-2009:

Auto-mutuo aiuto. Caritas amplierà la rete di auto-mutuo aiuto, poco presente nel territorio, con particolare attenzione alle tematiche della salute mentale. Saranno interessati a questa metodologia volontari e operatori delle Caritas diocesane e parrocchiali, le famiglie dei pazienti e le loro associazioni, e gli stessi club di pazienti affetti da patologie mentali. Verrà proposta una serie di seminari e workshop sul territorio per consentire ai gruppi coinvolti di migliorare la propria familiarità con la metodologia dell'auto-mutuo aiuto, per poterla poi applicare con regolarità nella condivisione dei problemi e nel comune tentativo di individuare percorsi per superare tali problemi. La proposta verrà condotta da formatori professionali esperti che verranno individuati nella rete italiana e in quella balcanica.

Campagne antistigma. La società serbo-montenegrina è ancora caratterizzata da forti pregiudizi nei confronti della malattia mentale, degli individui che ne soffrono, e dei trattamenti che possono essere loro proposti: tutti gli attori e gli operatori della salute mentale del paese segnalano questo fenomeno come una delle più grandi difficoltà da superare nel lavoro quotidiano, ma anche coma una delle più importanti sfide da affrontare. Caritas propone di continuare e rafforzare le attività contro la stigmatizzazione della salute mentale, individuando nella data del 10 ottobre (Giornata mondiale della salute mondiale) il momento culminante di queste campagne antistigma. Punto centrale di tutte le campagne è quello di rendere i pazienti e le loro famiglie co-organizzatori, costruttori e protagonisti delle attività (che si terranno in luoghi pubblici aperti): dando loro la possibilità di mostrare in prima persona le potenzialità che hanno, mettendoli in contatto diretto con la diffidente opinione pubblica e facendoli parlare apertamente dei problemi che devono affrontare, è possibile veicolare un dirompente messaggio antistigma che metta in crisi i pregiudizi presenti nelle persone comuni. Accanto a questo, sono organizzati anche momenti più "istituzionali" (seminari, conferenze stampa, interventi sui media locali e nazionali) che vedranno la partecipazione di medici, infermieri e operatori del settore accanto ai pazienti e alle loro famiglie.

Cooperative sociali. L'aspetto del reinserimento sociale e lavorativo del paziente è uno dei punti fondamentali di ogni terapia di approccio comunitario alla salute mentale. L'esperienza delle cooperative sociali ha già dato ottimi risultati sul territorio italiano e non solo, mentre in Serbia questa forma associativa/organizzativa non è ancora sviluppata né adeguatamente regolamentata. È per queste ragioni che Caritas opera affinché si sviluppi un modello di cooperative sociali anche sul territorio serbo-montenegrino, basato sul modello italiano ma adattato alle diverse condizioni socio-territoriali della Serbia. Le attività sul tema delle cooperative sociali sono diversificate: l'analisi approfondita della situazione attuale dal punto di vista legislativo e burocratico, per proporre poi attività di advocacy e lobbying per l'adattamento delle normative e delle procedure; la ricerca di qualche ente locale serbo che già promuove attività di questo tipo con casi sociali affini (disabili, invalidi) per condividerne le buone prassi; lo scambio di visite di studio per il personale serbo con le cooperative e gli operatori italiani; la promozione della nascita di queste cooperative e la ricerca di "appalti sociali" dentro attività pubbliche o private (lavanderie, cucine, florovivaismo, pulizie…).

Sostegno al Medijana e apertura di nuovi Csm. L'apertura del primo Centro di salute mentale serbo, il Csm Medijana di Niš, è stato il risultato più evidente, tangibile e positivo del lavoro di Caritas in questi anni: il Medijana ha dimostrato che un altro modo di curare la malattia mentale in Serbia è possibile, è sostenibile e dà risultati di gran lunga migliore di qualsiasi altro Ospedale psichiatrico. Caritas continua nell'accompagnamento e nella vicinanza alle attività del Csm, con un supporto concordato con il personale del centro stesso in termini di organizzazione e gestione, di formazione del personale, di co-organizzazione di campagne antistigma, di raccolta e analisi dei dati sul lavoro svolto, di fornitura di materiali. L'esperienza positiva del Medijana ha inoltre reso Caritas consapevole che il modello proposto a Niš possa essere replicato e proposto anche in altre aree del paese: in particolare, sembrano essere favorevoli le condizioni che si stanno sviluppando nei reparti psichiatrici presenti nella municipalità di Palilula (sempre a Niš), a Novi Beograd/Zemun e a Valjevo.
 
 

 


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