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Martedì 16 Settembre 2014
Alluvioni nel Kashmir Indo-Pakistano   versione testuale

Dal 2 al 7 settembre scorso una quantità straordinaria di pioggia, circa seimila volte più alta della media stagionale,  si è riversata sulla regione del Kashmir Indo-Pakistano, causando una delle peggiori alluvioni nella regione dal 1959. Le aree più colpite sono i villaggi del Jammu, la città di Srinagar e molti villaggi del Kashmir Indiano, così come altrettanti del Kashmir Pakistano, dove l’alluvione è arrivata fino alla regione del Punjab.

Centinaia di migliaia sono gli sfollati, mentre il numero delle vittime, ormai centinaia sia in Pakistan che  India, continua ad essere aggiornato al rialzo in quanto molti villaggi sono ancora isolati e impossibili da raggiungere, ma anche perchè molti lavoratori immgrati da altri stati dell’India non sono registrati sul territorio. 

Anche i campi militari, presenti in gran numero nella zona, e deputati per legge alle operazioni di soccorso, sono invasi dall’acqua e ciò ha rallentato nelle prime ore gli interventi di aiuto.  A ciò si aggiunge il fatto che alcuni ponti, uniche vie di attraversamento dei grandi fiumi esondati, sono crollati lasciando così il territorio diviso in due.

Caritas Pakistan si è attivata prontamente attraverso i propri operatori sul campo per identificare i danni e i bisogni delle popolazioni colpite, a supporto dell’agenzia nazionale di gestione delle calamità naturali. Sono inoltre già state avviate le prime attività di assistenza in collaborazione con altre agenzie della rete di Caritas Internationalis, mentre è in preparazione un piano di intervento coordinato più esteso. 

Caritas India è presente sul territorio del Kashmir indiano, particolarmente nella zona di Jammu, e da lì ha iniziato le operazioni di valutazione dei danni e coordinamento con le altre agenzie umanitarie. E’ stata la prima organizzazione a poter raggiungere i distretti di Rajaouri e Poonch. Ha prontamente inviato anche un team nella città di Srinagar, ma l’impraticabilità del territorio rende gli interventi difficilissimi. A Srinagar si trovano anche gli uffici e il personale di IGSSS (Indo Global Social Service Society) con cui Caritas Italiana collabora da anni nell’implementazione di programmi di promozione della pace e di sviluppo socio-economico.  Pur essendo essi stessi vittima delle alluvioni, stanno conducendo una valutazione dei danni e dei bisogni sempre in coordinamento con le altre organizzazioni. Al momento c’è bisogno urgente di cibo, materiali per ripari temporanei e medicine. L’inverno alle porte, insieme all’acqua  stagnante, rendono già ora la situazione preoccupante in termini di diffusione di malattie

Caritas Italiana sta monitorando costantemente la situazione in contatto con la rete delle Caritas locali  e le altre organizzazioni  con cui da anni collabora in programmi di emergenza e sviluppo. Caritas Italiana è  pronta a sostenere, con le donazioni ricevute,  gli interventi di aiuto che si stanno avviando.