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Lunedì 25 Agosto 2014
Crisi Medio Oriente, anche la Giordania a rischio   versione testuale

Le situazioni di crisi che colpiscono in maniera sempre più forte varie zone del Medio Oriente, stanno mettendo a rischio anche la Giordania, unico paese dell’area senza conflitto. L'allarme arriva da Caritas Giordania, che ricorda come nella zona settentrionale del paese, al confine con la Siria, l’insicurezza è costante, non solo per il flusso di rifugiati siriani che continuano ad arrivare, ma anche per infiltrazioni di bande armate, che si scontrano con reparti dell’esercito e delle forze aeree giordane in pattuglia. 

Secondo le ultime cifre dell’UNHCR sono 820.000 i profughi siriani attualmente presenti in Giordania, dei quali solo 210.000 nei campi profughi. I tempi di attesa per un regolare permesso, circa 90 giorni, e la presenza di un così alto numero di rifugiati, che a causa dell’inattività sono disposti a qualsiasi occupazione, sta portando alle prime tensioni sociali con i residenti giordani, già colpiti da un alto tasso di disoccupazione. 

Caritas Giordania denuncia anche come una altissima percentuale, l'89% di donne che si rivolge alla sue strutture di accoglienza, sia vittima di violenze di ogni tipo, mentre si sono registrati 109 casi di tubercolosi, a causa dell’insufficiente igiene dei campi profughi e delle altre sistemazioni. Inoltre le lunghe, regolari e costose cure richieste da questa malattia sono sempre meno alla portata di molti profughi. 

La crisi irachena, a seguito delle folli violenze dell’ISIS, rischia di portare ad ulteriori afflussi di profughi iracheni che sarebbero costretti a un viaggio di oltre 500 km in pieno deserto prima di raggiungere il confine con la Giordania. «Lo stiamo aspettando - ci dice Caritas Giordania, - visto che il confine non è controllato dalle autorità dell’Iraq». La Giordania tra l'altro già dal 2003 ospita 350.000 rifugiati iracheni. Progressivamente anche questo paese si sta così avvicinando alla drammatica situazione del Libano, dove già più di un quarto della popolazione è costituita da rifugiati.

Caritas Giordania assiste, con un grande numero di operatori e volontari (oltre 300) circa 80.000 famiglie. Un lavoro capillare suddiviso in 7 Centri operativi e apprezzato dal Re di Giordania alle Istituzioni Internazionali. Dopo un recente appello andato a buon fine nel 2013, che ha portato a finanziare progetti per oltre 16 milioni di dollari, per il 2014 non si sa se i fondi saranno sufficienti per tutte le attività previste. Un nuovo appello verrà lanciato nei prossimi giorni, mentre quello più urgente è quello della pace, che sembra ancora lontana.

Caritas Italiana supporta Caritas Giordania e le altre Caritas della regione con specifiche raccolte fondi ed uno stanziamento finora di 180mila euro, destinati soprattutto all'allestimento di un piccolo centro a Zafraq, a pochi km dal confine con la Siria, per assitenza sanitaria e sostegno psicologico alle fasce più colpite della popolazione, specialmente donne e bambini. Inoltre alcuni fondi sono stati messi a disposizione per la logistica dei numerosi volontari e per la formazione professionale dei rifugiati siriani.