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Venerdì 12 Giugno 2015
Non lasciamoli soli: nuovi aiuti per i profughi dell'Iraq   versione testuale

“Tanti nostri fratelli sono perseguitati e hanno dovuto lasciare le loro case anche in maniera brutale. Vorremmo dare il maggiore aiuto possibile alle comunità cristiane per sostenere la loro permanenza nella regione. Non possiamo rassegnarci a pensare al Medio Oriente senza i cristiani…”.
Le parole di Papa Francesco hanno trovato immediato riscontro e lo scorso ottobre una una delegazione della Conferenza Episcopale Italiana – guidata dal Segretario generale, Mons. Nunzio Galantino accompagnato anche da don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana – ha visitato i campi profughi a Erbil, nel Kurdistan iracheno. 
 
Così migliaia di famiglie di profughi hanno potuto avere maggiore assistenza grazie anche a una campagna di gemellaggi lanciata da CEI e Caritas Italiana su tre filoni: famiglia, casa, scuola (vedi oltre).
 
In seguito alle nuove richieste di aiuto di Mons. Bashar Warda, arcivescovo caldeo di Erbil,  la Presidenza della CEI ha messo a disposizione $1.237.400 dai fondi dell’8xmille per sostenere tre progetti a beneficio di 13.000 famiglie: alloggi per le famiglie sfollate dalla pianura di Ninive, quattro pozzi a Erbil per i rifugiati di Mosul e Ninive,  costruzione di una scuola per i rifugiati sempre a Erbil.
Inoltre Caritas Italiana, con un impegno di $ 975.000, provvederà ad assicurare il cibo per il mese di agosto alle 13.000 famiglie sfollate.
In particolare sono quattro le località raggiunte: Ganjan City, Darwazay Hawler, Ozal City e Ankawa. Dover ancora  provvedere all'acquisto di viveri dopo quasi un anno dall'inizio delle violenze dell' ISIS, mostra come il dramma degli oltre 120.000 cristiani che sono fuggiti da Mossul e dalla vicina Piana di Ninive sia ancora ben lontano dal trovare soluzioni.
«C'è una frase  che, da quando qualche mese fa in Iraq le famiglie dei profughi me l'hanno detta, non ho potuto più dimenticare – commenta il Segretario Generale della CEI, Mons. Nunzio Galantino -: "Siamo perseguitati, fate in modo che non siamo abbandonati". È l'impegno che come Chiesa italiana abbiamo prontamente fatto nostro, traducendolo sia in iniziative di preghiera che di solidarietà».
 
Queste nuove iniziative si aggiungono alle proposte concrete, su cui si chiede alle famiglie, alle parrocchie e alle diocesi di convergere, per quanto sarà loro possibile (cf.comunicato Cei e  dettaglio proposte).
 
Guarda il video con l'invito di don Francesco Soddu, direttore di caritas Italiana, a partecipare alla capagna di Gemellaggio con l'Iraq, rivolto alla famiglia della Chiesa italiana.
Qui il video realizzato dalla Conferenza Episcopale Italiana.
 
La prima - denominata “Progetto Famiglia” -  riguarda la realizzazione di gemellaggi con famiglie di profughi, finalizzati ad assicurare aiuti di prima necessità per una famiglia di 5 persone. Ci si può impegnare per un mese (140 euro), per un trimestre (420 euro), per un semestre (840 euro) o per un anno (1.680 euro).
 
La seconda - “Progetto Casa” -  concerne l’acquisto di 150 container per l’alloggio di altrettante famiglie. In questo caso, il costo è di 3.140 euro per unità.
 
Infine, la terza iniziativa - “Progetto Scuola” - riguarda l’acquisto di 6 autobus per il trasporto dei bambini in 8 scuole a Erbil e a Dahuk: ogni pullman costa 40.720 euro.
 
Per sostenere gli interventi, le offerte vanno inviate a Caritas Italiana, via Aurelia 796 – 00165 Roma, tramite C/C POSTALE N. 347013, specificando nella causale:GEMELLAGGI IRAQ / Progetto FAMIGLIA (oppure CASA oppure SCUOLA) .

Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui:

•    UniCredit, via Taranto 49, Roma – Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063119
•    Banca Prossima, piazza della Libertà 13, Roma – Iban: IT 06 A 03359 01600 100000012474
•    Banco Posta, viale Europa 175, Roma – Iban: IT91 P076 0103 2000 0000 0347 013
•    Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma – Iban: IT 29 U 05018 03200 000000011113
•    On line su www.caritas.it