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Martedì 22 Novembre 2016
Emergenza siccità, prosegue impegno Caritas nella lotta alla fame in Etiopia   versione testuale

In diversi Paesi del mondo, ed in particolare l'Africa, non si placano gli effetti negativi che il fenomeno atmosferico “El Niño” provoca da circa un anno, a causa del riscaldamento dell'atmosfera e del prolungamento dei periodi di siccità. Sono ancora gravi le condizioni di vita di milioni di persone, specialmente contadini, che non possono coltivare la propria terra, colpita da intensa siccità o inondazioni.

L’Etiopia in particolare continua ad essere il Paese maggiormente colpito. Qui, a questa condizione ambientale precaria, si è aggiunta nell'ultimo mese una grave instabilità sociale e politica. A causa di manifestazioni e episodi di violenza diffusi, a metà ottobre è stato dichiarato lo stato di emergenza esteso a tutto il paese. Ciò rende gli spostamenti e lo svolgimento delle attività quotidiane più difficoltoso.

Nonostante le condizioni di vita instabili e precarie, Caritas Etiopia continua l’attuazione del piano di risposta all’emergenza avviato a marzo 2016, per l'assistenza alla popolazione colpita dalla carestia. Le attività di aiuto sono concentrate su vari ambiti tra cui agricoltura, bestiame, acqua e igiene, tutela dell'ambiente e delle risorse. Particolare attenzione è data, dove possibile, al rafforzamento delle capacità di auto-sostentamento e di adattamento delle comunità locali e non solo all’assistenza. Una parte delle attività è stata dedicata in particolare ai bambini malnutriti.

Caritas Italiana ha esteso il suo impegno in appoggio ad interventi in ambiti e con modalità similari anche in altri paesi colpiti dalla crisi oltre al Corno d’Africa, in particolare in Zimbabwe, Malawi, Madagascar, Kenya, Sudan, Sud Sudan. In questi ultimi paesi e in altri gli interventi sono anche in favore della popolazione colpita dalle guerre civili in corso. Non va dimenticato infatti che come si afferma anche l’ultimo rapporto sull’Indice Globale della Fame, l’ostacolo principale alla lotta alla fame nel mondo è riconducibile soprattutto ai conflitti e all’instabilità politica. Non a caso è la Somalia, paese da decenni in uno stato di semi-anarchia e teatro di conflitti, a detenere il primato della mortalità infantile più alta al mondo.

In Etiopia, grazie anche al contributo di Caritas Italiana, dall'inizio del programma, nel primo anno di attività, Caritas Etiopia ha portato sementi migliorati a più di 20.000 famiglie. In particolare 650 quintali di semi di cereali a più di 14.256 beneficiari e 208 quintali di radici a 416 beneficiari, oltre a mezzo quintale di sementi per frutta e verdura a 5.500 famiglie. Oltre alla distribuzione di beni per l'agricoltura sono stati svolti corsi di formazione sulle pratiche agricole per 493 famiglie. Inoltre, circa 15.000 famiglie hanno ricevuto nuovi capi di bestiame e mezzi sufficienti per il loro mantenimento. L'intervento ha toccato diverse aree, infatti 3 fonti d'acqua tra cui pozzi e sorgenti sono stati ristrutturati, oltre a 5 strutture per l'irrigazione, e 13 nuovi punti di rifornimento sono stati costruiti. Nell'ambito dell'igiene, dall'inizio del progetto, 4.202 famiglie residenti in zone aride hanno ricevuto formazione sulle pratiche igieniche standard, e 50 membri di diverse comunità hanno ricevuto corsi di formazione sulla gestione delle risorse idriche, e fungeranno a loro volta da formatori e promotori di buone pratiche nella comunità di provenienza. Altri interventi sono stati dedicati al miglioramento delle condizioni di vita delle fasce più vulnerabili e al mantenimento delle risorse. In particolare, 30 metri cubici di diga sono stati ristrutturati, nelle fattorie 160 km di canali per la gestione delle acque sono stati riabilitati, oltre a 10 km di terrazzamenti sulle colline. Nell'area maggiormente colpita dalla siccità, più di 47.000 alberi sono stati piantati al fine di limitare l'erosione del suolo, e l'accesso a comunità isolate è stato garantito attraverso la costruzione e mantenimento di 4 km di strade. Caritas Etiopia ha dedicato una particolare attenzione ad attività dedicate ai bambini più vulnerabili, sotto i 5 anni. Infatti, 1.750 bambini malnutriti hanno avuto accesso al cibo, grazie alla distribuzione di 165 quintali di FAMIX (composto altamente nutritivo) e di 5.000 litri di olio.